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ZETA Collezione

Mario Botta, 2025

Lo sgabello Zeta richiama la lettera da cui prende il nome: due elementi quadrati, che fungono da base e seduta, sono collegati da un elemento diagonale fissato mediante incastro a pettine alle estremità. Due lame diagonali si intersecano in questo elemento, contribuendo a rafforzarne la struttura e conferendo al progetto un equilibrio dinamico e rigoroso. Il risultato è un oggetto dal forte impatto grafico e dal design distintivo, espressione della ricerca formale di Botta, incentrata sul rapporto tra linee orizzontali e oblique.

Realizzato in MDF colorato in massa, lo sgabello è proposto sia in versione monocromatica sia in una versione policromatica, che riecheggiano l’uso di materiali naturali e il contrasto tra luce e ombra tipici della poetica di Botta.

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ZETA

L’esclusiva versione MB edition, prevede sulla versione policromatica l’introduzione delle due lame in colore giallo. Questo dettaglio enfatizza ulteriormente il gioco cromatico e la dinamica compositiva dello sgabello, esaltando la fusione tra rigore geometrico e sperimentazione materica. Fortemente influenzato dai principi del Neoplasticismo di Gerrit Rietveld, Zeta esprime un rigore geometrico che traduce il rapporto tra forma, funzione e costruzione in un segno grafico essenziale e riconoscibile. Un complemento d’arredo architettonico ideale, in cui la precisione costruttiva e il gioco tra linee orizzontali e oblique esprimono l’essenza del metodo progettuale di Mario Botta.

"Zeta narra una storia piena di memoria. È un omaggio a Gerrit Rietveld che si traduce in un oggetto realizzato con la sensibilità dei nostri tempi" - Mario Botta

ZETA prodotti



Mario Botta

Portrait_Mario-Botta_1

Nasce a Mendrisio nel 1943. Si laurea all’Università di Architettura di Venezia, dove lavora con Le Corbusier e da Luis Kahn. Svolge didattica e ricerca in Europa, Asia e America. Dal 1982 collabora con Alias, per cui progetta Prima e Seconda, due tra le sue sedie più famose, ora esposte al MoMA di New York e la cassettiera Robot. Architetto pluripremiato ha pubblicato diverse monografie e ha fondato nel 1996 l’Accademia d’Architettura Svizzera. Vive e lavora a Lugano.

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