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Alias @ Salone del Mobile 2018

Leggerezza e innovazione tecnologica scandiscono il racconto progettuale di Alias, che oggi sfida nuovi ambiti di ricerca con imbottiti, sistemi di sedute e oggetti per il décor.Al Salone del Mobile 2018.

In uno spazio essenziale, con evidenti richiami architettonici, va in scena Alias Gallery, il concept espositivo con cui Alias racconta la propria visione dell’abitare al Salone del Mobile di Milano, dal 17 al 22 aprile. Interpretando fedelmente l’identità del brand, l’allestimento rivela il percorso di ricerca e sperimentazione che ha portata l’azienda a sviluppare collezioni innovative, tecnologiche e visivamente leggere.Elegante, rigoroso, tutto da vivere, questo luogo (pad 20 – stand C21/D18) è un grande open space in cui i nuovi pezzi delle collezioni vengono proposti nella loro unicità, dando vita a una sequenza di aree abitative. Lo studio Alexandra Vandersande ha curato il progetto, puntando sull’idea di non connotare uno spazio domestico reale, ma piuttosto di arricchire la narrazione attraverso una rigorosa selezione di elementi. Il colore contribuisce all’astrazione concettuale di questo ambiente e la suggestiva sequenza di finiture esalta il design delle varie collezioni: le strutture nei toni neutri si accostano a una raffinata proposta di tessuti Kvadrat® e di pelli Pelle Frau® Color System SC.L’involucro è una struttura architettonica leggera, caratterizzata da un’alternanza di materiali che esalta la vocazione tecnologica del marchio. All’interno, le composizioni abitative ruotano intorno a una nuova e ambiziosa esplorazione che Alias ha scelto di intraprendere, quella degli imbottiti e dei sistemi di sedute. Così, il focus dell’esposizione si concentra su alu zen, il progetto modulare ideato da Palomba+Serafini che diventa icona della svolta progettuale dell’azienda. È un sistema componibile libero, che offre numerose configurazioni: una struttura decisamente lineare consente di posizionare a piacere cuscini e piani d’appoggio. Sul filone della ricerca progettuale nell’ambito degli imbottiti, Alias presenta anche vina, il nuovo divano firmato da Patrick Norguet: un segno in alluminio pressofuso ed estruso definisce una forma organica che accoglie una composizione di cuscini disegnati nei minimi dettagli. La purezza delle linee e la pulizia formale tipiche del designer francese ritornano nella poltroncina gran kobi essentiel e nella collezione di sedute iko che, rivelandosi estremamente versatile, si adatta a ogni tipo di contesto. Non manca una panoramica nell’ambito dei tavoli di cui Alias è da sempre protagonista indiscusso riuscendo a realizzate collezioni che, grazie alla ricerca tecnologica, sfidano le leggi della fisica. Ritorna il tavolo frametable di Alberto Meda, con il nuovo piano in marmo di Carrara bianco, ma anche nuove varianti di coffee table, fra cui i flow bowl di Nendo e il tavolo zero di Ron Gilad, declinato anche nella versione mobile zero. Completa la proposta dei mobili, un’inedita ed elegante variante in legno del progetto sec di Alfredo Häberli: sec woodAlias Gallery è un viaggio nell’esperienza progettuale attraverso le sue molte rivoluzioni culturali e stilistiche messe in atto da Alias. Nell’ottica di valorizzare questi contenuti, l’azienda richiama in scuderia alcuni grandi nomi. Michele De Lucchi ridisegna il mobile contenitore layout per trasformarlo in separè; Paolo Rizzato si ispira al mondo della selleria per reinterpretare, in una versione in cuoio, la poltroncina young lady: nasce così new lady. Viene rieditato anche il tavolo manzù, disegnato negli anni Settanta da Pio Manzù per casa Agnelli. In un intreccio di iperboli ed ellissi, il progetto riporta l’attenzione al centro del piano d’appoggio, dove originariamente era posizionato uno scaldavivande. Oggi, viene riproposto nella versione con centro rotante ed è in progress quello dotato di sistema di ricarica per devices. L’ambiente back office, separato dalla zona espositiva, accoglie gli ospiti nell’essenziale eleganza dei divani eleven high back di PearsonLloyd, dei tavoli monogamba atlas di Jasper Morrison e dei kobi stool di Patrick Norguet. Fa da sfondo, una scaffalatura che ospita i prodotti best seller della collezione Alias.In occasione di questo Salone del Mobile, Alias debutta anche nell’ambito degli oggetti per il décor. Per la prima volta in quasi quarant’anni di storia, il brand sceglie di mettere in produzione progetti che non solo si confrontano con il tema dell’ergonomia, ma indagano l’ambito sensoriale e quello dell’estetica. Con la collaborazione di Mario Trimarchi, Alias lancia la prima collezione di complementi d’arredo, trasformando la ricerca stilistica, estremamente decorativa, del designer in prodotti industriali.Questa straordinaria collezione, insieme alle opere di Manzù, animano durante la design week milanese anche l’allestimento dello store Alias di corso Monforte. Qui, in un contesto privato e rilassato, l’azienda vuole condividere le dinamiche del team di lavoro che si avvicenda dietro le quinte di un progetto di design, mettendo in mostra gli elementi che ne caratterizzano l’iter, dagli schizzi preparatori al prodotto finito. 

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